“Edenlandia, il parco divertimenti di Napoli, tra i più grandi del Mezzogiorno, chiuso dal 2013, nonostante annunci di lavori di ristrutturazione e numerosi proclami di riapertura, non riesce a vedere la luce.
Parte dei 54 lavoratori stanno lavorando alla fantomatica ristrutturazione, mentre 49 di loro vivono dal 2013 grazie agli ammortizzatori sociali, fatto che ha creato distinzioni ingiuste e disagi tra gli stessi.
Allo stato attuale posso solo constatare che gli impegni assunti sono stati disattesi e non sono stati rispettati i lavoratori. Per questo ritengo sia giunto il momento che l’azienda si impegni concretamente, in sinergia con l’amministrazione comunale, affinché Edenlandia riapra al più presto, ridando dignità a tutti i lavoratori che vivono, da anni, in una situazione drammatica. Inoltre, ridare lustro e splendore al parco divertimenti simbolo di Napoli, con la riapertura e riqualificazione dell’area, significherebbe puntare sullo sviluppo di una zona, quella occidentale, già fin troppo martoriata negli anni, ed il cui sviluppo rappresenterebbe per l’intera città un importantissimo attrattore economico, considerato che nella zona esiste lo Zoo, riqualificato grazie all’impegno di imprenditori seri che si sono sforzati per il recupero reale di quella parte del parco e la Mostra d’oltremare, nonché un polo universitario molto importante. In poche parole Edenlandia rappresenterebbe nuova occupazione, grazie anche all’indotto che ne deriverebbe. Questo è uno di quei temi su cui le amministrazioni giocano la propria credibilità e per questo faccio appello al Comune perchè si adoperi per la soluzione del problema, dal mio canto presenterò un’interrogazione per mettere in luce, una volta per tutte, per quale motivo la città non riesce ancora ad avere il parco tematico e di chi sono le responsabilità di tutto ciò”.