Gli stipendi dei dirigenti regionali sono pubblici. Anzi no. O almeno non in Campania. Già, perché qui un cittadino che volesse legittimamente conoscere le indennità degli alti funzionari del Consiglio regionale, come prevede la legge, resterebbe senza risposta. D’accordo, gli stipendi non sono disponibili nella sezione trasparenza del sito istituzionale (gli ultimi dati risalgono al 2013) ma, si dirà, almeno negli uffici le cifre saranno note a tutti. E invece no. Perché persino il dirigente dell’unità speciale Trasparenza e Anticorruzione, Giovanni Corporente, brancola nel buio.

È lui stesso ad ammetterlo nella lettera (datata 25 agosto) di risposta al capogruppo dei Verdi Francesco Borrelli, che gli aveva chiesto di poter conoscere il quadro completo delle indennità di funzionari e dirigenti del Consiglio. Nella missiva Corporente scrive di aver provveduto sei mesi prima, «l’11 febbraio 2016, a segnalare ai competenti dirigenti (Lucia Corretto e Lucio Varriale) la mancata pubblicazione dei dati informativi concernenti le retribuzioni dei dirigenti per gli anni 2014 e 2015, nonché di altri dati informativi concernenti il personale, tra cui anche le dichiarazioni di rito dei dirigenti». A seguito di tale richiesta il 9 maggio «il dirigente della unità Gestione del personale comunicava solo parzialmente alcuni dei dati informativi da me richiesti, e per i quali perdurava l’assenza della loro pubblicazione».

Da qui una nuova sollecitazione di Corporente, stavolta indirizzata solo a Varriale, «in ordine alla necessità dell’analitica pubblicazione delle retribuzioni dei dirigenti nelle sue tre voci essenziali (base, posizione e risultato) nonché delle dichiarazioni dei dirigenti». Eppure «a tutt’oggi perdura l’assenza di pubblicazione che, purtroppo, riguarda anche altra parte del flusso documentale da pubblicarsi ex lege», circostanza che ha spinto lo stesso Corporente «alle comunicazioni di rito alle autorità e agli organismi individuati dalla normativa statale». Un ufficio regionale, insomma, non comunica con un altro ufficio regionale. Un po’ come dire che la mano destra non sa cosa faccia la mano sinistra. Un clamoroso paradosso, che si verifica a poche settimane di distanza da un altro caso, raccontato da Il Mattino e ancora da chiarire, ovvero quello relativo alla selezione del segretario generale del Consiglio con uno stipendio da 200mila euro l’anno.

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