Giuseppe Pinto ha ideato un giradischi che unisce la grande tradizione ad un design moderno e accattivante, esportando con la sua creazione l’eccellenza napoletana nel mondo.
Pinto ha respirato “arte” sin da ragazzino ed è grazie all’influenza dei nonni che sviluppa la passione per gli apparati radio e impara a realizzarli da solo: “Con loro e grazie a loro ho coltivato la passione, l’ho messa in pratica e attualmente è diventata il mio lavoro. Sono stati uomini che hanno avviato le loro attività dal nulla, io invece sono partito avvantaggiato perché mi hanno trasferito tutta la loro esperienza dai sacrifici della guerra alla ricostruzione totale”.

Il nonno materno era radiotecnico, l’altro nonno acquisito Leopoldo, amico di famiglia, era un tornitore presso il gruppo di Ricerca della Facoltà di Ingegneria Meccanica alla Federico II di Napoli e in pensione aveva aperto un laboratorio dove svolgeva progettazioni per l’Ateneo. Piccolissimo assorbe tutta l’energia che gli trasmettono con amore, stimola la sua curiosità, inizia ad interessarsi al loro lavoro e a seguirli, con gli strumenti regalati dal padre di sua madre inizia a creare insieme agli amici un’attività di riparazione di dispositivi elettronici. A 10 anni costruisce il primo amplificatore, in seconda media progetta uno strumento di diffusione per ascoltare musica, intanto diventa grande e la sua attività cresce, in un edificio di Materdei realizza un vero e proprio laboratorio dove, oltre a fornire assistenza si diletta a creare nuove invenzioni. Proprio qui nasce l’idea di un giradischi, il prototipo è avvincente e così chiede aiuto all’amico designer per dare vita al progetto. Poi incontraAngelo Punzi (GMA di Giugliano) che decide di sostenerlo in questa impresa, finanziando la sua idea mettendo in produzione i primi 100 giradischi “ON”. Un giradischi plug and play che gestisce tutte le sorgenti dall’analogico al digitale ed entro Natale dovrebbe arrivare nelle vetrine sia italiane che estere.

Angelo Punzi: “Il giradischi ON è partito da una startup ed è diventato prodotto, brevettato a livello europeo. La mia funzione quale rappresentante di GMA è porre attenzione a queste pregiate risorse che abbiamo al Sud per evitare che scappino dall’Italia. Abbiamo deciso di dare una mano per la realizzazione dei primi 100 giradischi e cerchiamo finanziamenti per far si che diventi un brand con diffusione globale. Questo oggetto è stato scelto per l’esposizione del CES (International Consumer Electronics Show) che è la fiera più importante del mondo per oggetti tecnologici innovativi. Un’eccellenza realizzata dall’idea di Giuseppe Pinto un ragazzo che ha un’esperienza di oltre 80 anni grazie ai suoi “tre nonni”. La forte novità è aver collegato il vecchio al nuovo, il giradischi si chiama ON dove “O” sta per Old e “N” sta per New, idea vincente anche per il design: un prodotto classico ma con materiali particolari e innovativi come il Corian e il braccetto in fibra di carbonio. Sarà prodotto in tre versioni, 100 Watt, 250 Watt e 500 Watt un giradischi normale ha massimo 8/9 watt come uscita. Dentro ci sono alimentatori sofisticati e uno studio accurato di schede elettroniche. L’oggetto è già molto apprezzato, con riconoscimenti da tutto il mondo come Australia, Turchia, Francia, proprio oggi è in esposizione all’ultimo piano della Tour Eiffel. La sua realizzazione è stata possibile ma non grazie alle istituzioni che non si impegnano sia a livello burocratico che economico”. Speciale anche nella confezione, l’Amministratore dell’International Packaging di Pomigliano D’Arco Antonio Pisanelli ha spiegato: “Si tratta di un vero gioiello, di estremo design e notevolmente avanzato. La sua realizzazione è un vero vanto per il Sud”.